martedì, 27 febbraio 2007

Sogno o realtà...dimmi di che materia è fatta questa vita
martedì, 13 febbraio 2007
Venere Metropolitana.
L' Innocenza maliziosa rifulge nella Nebbia
Si sdoppiano Bianche Balze,
Tessuto di Candor Violato cinge i miei ossuti fianchi
Sfiora ogni pozzanghera, aggredisci il suolo.
Bella.
Deliranti Soffi di Libertà carezzano i miei lunghi Capelli
solo Pensieri Sublimi e Caos attraversano i miei Occhi
Millimetro su millimetro vorresti toccare la mia Pelle.
Sporca.
Vizi, conoscete la mia ferma debolezza. L' ossimoro del mio Ego.
Il Neon scandisce tempi sempre troppo Veloci.
Abbaglia morbosamente sensualità ostentate, te ne prego.
Scheggia di Energia.
Prima che tutto soavemente s' inchini al mio avanzare
e le luci della città si pieghino
come ancelle peccatrici al mio Leggiadro dimenarmi.
Ossequiandomi.
. Danzo .
{ Il fatto di non possedermi brucia. Sconvolge }
Oh...
{ Le braccia elegantemente si sollevano, cigni bianchi, di Candide Stoffe fasciati.
Lunghe, esili ed affusolate le dita coprono la soffice Bocca. }
Non lo sapevi che nessuno può avermi?
Non lo sapevi che posso esser solo mia?
I marchi indelebili su di Me restano.
Ma solo come sigilli sulla Pelle.
Nulla.
Simboli.
E cosa possono mai significare?
Che non posso afferrare i lembi dell'Innocente mia Veste di Giglio e correr Via?
{ Argentina Risata. Metropolitana su Rotaie }
Sono come l' acqua che scivola via dalle tue mani.
{ Basto a me Stessa }
Fa male, vero?
Posso esser tua perdizione e cura.